Antico Rito Noachita

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
L’Antico Rito Noachita della Massoneria Universale è un polo iniziatico che tramanda i gradi e gli insegnamenti connessi alla ierostoria di Noach (Noè) ed al tema dell’Arca della Pace. Esso data alla metà circa del XVIII secolo, quando nei gradi addizionali della Libera Muratoria prese stanza il mito Noachita, giungendo poi fino a noi sotto svariate forme, nomi e filiazioni. L’A.R.N. si fonda sul culto del Supremo Patriarca dei Mondi e sull’osservanza della Legge Morale che Egli ha scolpito nel cuore dell’Universo e che è compendiata nei Sette Precetti (Shevà Mizvot) di Noè. Pratica la venerazione dei padri Antichi; nei suoi mistici riti ricorda l’Alleanza che l’Eterno ha stabilito con tutti i viventi. Il sigillo dell’A.R.N. è costituito dall’Arca che naviga sulle acque post-diluviane, vigilata dall’Occhio Divino inscritto nel Triangolo Luminoso, e sovrastata da un Arcobaleno che percorre lo sfondo.

L’A.R.N. è suddiviso in tre gradi, simmetrici e complementari rispetto a quelli della Massoneria Azzurra. Essi sono:

  1. Muratore di Luce o Fratello Verde,
  2. Muratore Sublime o Fratello Blu,
  3. Real Noachita o Fratello Rosso.

L'A.R.N. venne fondato in Italia nel 1986 da Michele Moramarco (noto studioso della Libera Muratoria e autore della Nuova Enciclopedia Massonica dalla quale è tratta in buona parte questa voce di Esopedia),sulla base di una patente ricevuta al British Museum da un funzionario dello stesso, il Fratello Desmond Bourke, depositario della tradizione in parola. La parte iconografica del Rito (sigilli, insegne, arredi dei Capitoli) venne affidata a Ugo Sterpini (1927-2000), pittore e scultore surrealista, nonché scenografo.

L’A.R.N. ammette solo Maestri Massoni, dei quali sia attestato l’esemplare comportamento etico e muratorio. Citata la Premessa ed i primi tre articoli dello Statuto Generale dell’A.R.N., risulta già evidente la caratteristica essenziale della spiritualità e della procedura noachite. Questa rappresenta una Massoneria del legno, e la base tradizionale di questa modalità costruttiva è il testo biblico, nel quale la prima architettura di cui resta traccia è quella dell’Arca, dettata a Noè dall’Eterno, in tutte le sue proporzioni e, significativamente, secondo un modello tripartito. Rispetto alla pietra, il legno rappresenta un materiale più sottile, più plastico, corrispondente ad un minor grado di solidificazione dello Spirito; pertanto esso ha priorità ontologica rispetto alla pietra.

Nel primo grado il Noachita incontra la Natura Primordiale. In essa "ogni creatura è posta nel luogo che le conviene, ed ogni azione è compiuta nel migliore dei modi. Tutto coopera ai Piani dell’Eterno". Il neofita viaggia dall’Occidente all’Oriente, quindi verso l’Alba (sul piano uranico) e l’entrata dell’Eden (sul piano tellurico). Il Creato viene descritto come immerso in uno stato di estasi permanente, di lode e di tremore: "I cieli narrano la Sua Gloria, il firmamento proclama l’opera delle Sue Mani; gli alti monti che Egli ha plasmato dichiarano la Sua potenza; gli uccelli del cielo cantano ad alta voce le Sue lodi, gli animali dei campi tremano alla voce del Suo tuono, e tutte le Sue opere meravigliose rivelano la Sua insuperabile saggezza".

Nel rito dei quattro guadi, il Massone Illuminato sperimenta a ritroso le tappe della discesa della Verità infinita nella dimensione umana. "Come il Sacro Fiume si divide in quattro corsi che poi nuovamente si uniscono, così la Verità, penetrata nella coscienza (simbolicamente situata alla base del capo), scende nei centri sensoriali (simboleggiati dalle anche), nelle articolazioni del movimento (simboleggiate dalle ginocchia) e nella stessa base della stazione eretta tipica dell’uomo (le caviglie), per ricongiungere infine l’individuo alla sorgente della Verità". Il rito commemora e prefigura la pienezza della verità-coscienza, il tempo sacro in cui essa determinava e determinerà la vita biologica e gli stessi meccanismi del mondo fisico: "trasformare il nostro chiarore crepuscolare nella piena luce supermentale; instaurare la pace e la felicità senza condizioni dove esiste solamente la tensione verso le soddisfazioni effimere, minacciate dal dolore fisico e dalla sofferenza morale; fondare l’infinita libertà in un mondo che ci appare come una costruzione di necessità meccaniche ; scoprire e realizzare la vita immortale in un corpo sottoposto alla morte ed ai cambiamenti senza posa; ecco cosa ci viene offerto quale scopo della Natura nella sua evoluzione terrestre" (da La vita divina di Aurobindo).

L’A.R.N., a prescindere dal linguaggio biblico di cui fa abbondante uso, ha carattere universale. Noè, infatti, sta a monte dell’ebraismo, non è "riducibile" ad esso: viene dalla Mesopotamia e miti analoghi al suo (sotto vario nome: Ziusudra presso i Sumeri, Utnapishtim presso i Babilonesi, Yima presso i Persiani, Deucalion presso i Greci) si trovano in oltre cinquanta alvei culturali. Inoltre egli, come Profeta di Dio, viene venerato, oltre che nel Cristianesimo, anche nell’Islam, il cui testo sacro contiene una sura dedicata proprio a Nuh. L’universalità del Rito trova riscontro nel vasto interesse internazionale (Svizzera, Brasile e Stati Uniti) sollecitato dalla rivivificazione del noachismo massonico italiano.