Arcana Partenope

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
Arcana Partenope
Arcana Partenope.jpg
AutoreLuigi Braco
1ª ed. originale
1ª ed. italiana2013
GenereSaggio
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Preceduto daL'Alchimia di Partenope


Presentazione

il primo volume, "L'Alchimia di Partenope", contava un buon successo di vendite. Avevo deciso di pubblicare un approfondimento sulla meditazione sirenusia per poi ritirarmi dalla scena pubblica, ma i piani del destino erano diversi. Una fredda sera di dicembre mi trovavo a casa, placidamente disteso sulla poltrona dello studio; ascoltavo nella penombra la musica chill out degli Enigma sorseggiando un ottimo tè verde allo zenzero. Tra le mani stringevo una raccolta di poesie di Giacomo Leopardi quando mi abbandonai completamente alla stanchezza. Nella mente echeggiavano solo le parole del vate: "Vivi tu, vivi, o santa Natura? Vivi e il dissueto orecchio della materna voce il suono accoglie". Quasi addormentato, tra veglia e sonno, in quel luogo lontano da ogni pensiero e angoscia udii ancora una volta il canto di Partenope, ero al contempo felice e incuriosito da quello che sarebbe successo. Sapevo di dover svolgere il mio compito senza riserve in quanto non concesse. Poche parole, dolci e lievi, dal sapore d'un arcano incanto mi indicarono la via: "Svela la mia dottrina"; esse avrebbero segnato tre anni di ricerche conducendomi in un viaggio straordinario. Tutto il materiale riportato è tratto dalle edizioni originali del XIX secolo. Talvolta è stato necessario apportare dei tagli o intervenire sul desueto lessico ottocentesco, senza però cambiarne il significato o tradirne l'intenzione. In questo volume il lettore troverà il fondamento storico, simbolico, morale, nonché ermetico della scienza Palladia, l'esplicazione delle dottrine a cui si è accennato nel precedente volume congiuntamente alle fasi più avanzate dell'estasi sirenusia. Uno speciale ringraziamento va alla mia eccezionale compagna di vita Jenilyn Ragus per avermi coadiuvato nelle ricerche presso la British Library.

Sinossi

"Arcana Partenope" è il coronamento dell'opera di Luigi Braco iniziata nel precedente volume "L'Alchimia di Partenope". Con esso il viaggio attraverso le tecniche dell'evoluzione spirituale avanza e giunge alla meta. Il presente testo è caratterizzato da ampi estratti tratti dagli scritti di noti e di celati maestri della tradizione iniziatica, alla cui scoperta l'autore guida il lettore passo dopo passo, ricostruendo la storia stessa dei misteri dell'età antica al fine di svelarli con un linguaggio semplice e diretto. Gli Arcani custoditi dalle antiche sacerdotesse vengono per la prima volta alla luce secondo il loro molteplice significato: storico, sapienziale, simbolico, morale, spirituale e scientifico. I testi classici citati e le fonti storiche indicate assumono una nuova prospettiva, gettando luce sulla tradizione egitto-partenopea e coloro che nel corso dei secoli l'hanno rinnovata e protetta dalle persecuzioni. Gli insegnamenti occulti sui misteri del suono, della luce e i motivi delle usanze sacre vengono finalmente resi alla portata degli studiosi, l'Arcana Arcanorum smette di essere un miraggio irraggiungibile diventando un corpo di dottrine accessibili. Per l'autore gli insegnamenti del passato costituiscono le fondamenta per analizzare il presente e slanciarsi verso il futuro, il tramite per spiegare la magia moderna e ipotizzare il modo d'essere delle future scuole iniziatiche. Per chiudere il cerchio tracciato nel primo libro Luigi Braco esplica le dottrine segrete a cui aveva accennato e fornisce la chiave operativa delle fasi più avanzate della meditazione sirenusia.

Note


Edizioni

Recensioni

Tanti anni fa, un adepto napoletano, Pasquale Vertigo, mi raccontava sorridendo che nelle infinite grotte, cunicoli e sotterranei di una Napoli ancora ben poco conosciuta, viveva ancora, secondo la leggenda medioevale, il grande mago Virgilio, maestro e signore delle manticore, mitici animali, spesso accompagnato da grifoni, sfingi e draghi. Nei laghi sotterranei di questo loco la pericolosa bellezza delle sirene riusciva ancora a incantare e a volte far perdere pochi avventurosi che riuscivano a penetrare nella profondità della propria realtà interiore ed esteriore. L’autore di questo libro è sicuramente uno di questi avventurosi, che hanno superato la prova di un’estasi “sirenusia” che risveglia le facoltà psichiche o animiche oppure ottunde e uccide queste stesse facoltà. Ma di là della superiore applicazione metafisica, il valore di questo testo, così come il precedente, è il preciso inquadramento storico di cui la nostra ragione ha necessità per produrre intuizione e quindi coscienza e sapere iniziatico. Il percorso della vocazione arcana di Napoli, più greca e misterica che latina e classica, nonostante Virgilio, è seguito con cura e precisione attraverso i secoli, forse i millenni, perché la tradizione, che da orale diviene scritta, (con rammarico di Omero e Platone) travalica la storia e la preistoria. Nonostante la presenza anche attuale di numerosi ambiti moderni di “occultismo” - così va chiamato – napoletano, la ciarlataneria, a volte interessata, di chi vuol parere senza essere, il groviglio di cognizioni trasmesse è confuso, caotico, impreciso, con l’ansiosa eppur presupponente affermazione: “Io so e tu non sai” caratteristica degli ignoranti che vorrebbero nascondersi dietro Arcani a loro sconosciuti.

La preziosità del testo è ulteriormente arricchita da un’antologia di rari e spesso introvabili scritti di Bocchini, Sanchez, Lebano, Sannazzaro, Gargiulli ecc. la cui prosa spesso argotica necessita di una divertente traduzione in termini attuali e che costituisce un rebus la cui interpretazione è la delizia non solo degli eruditi, ma anche degli ermetisti. A seguito della pubblicazione del testo vi è stata una rivolta dei ciurmadori che ha preso pretesto dalla “rivelazione” di secreti che pur senza essergli conosciuti può servirgli da esca nelle loro trappolette, come formaggini avariati a disposizione di poveri topi ingannati. Niente di tutto ciò che può essere detto o scritto rappresenta gli Arcani, e nel nostro momento storico di eccesso di informazione, che produce una nuova forma di ignoranza, la testimonianza corretta e responsabile di avvenimenti, idee e insegnamenti della tradizione è divenuta indispensabile. Nel proprio destino individuale vi è una possibilità di scelta dei veri, anche se gli errori sono a volte inevitabili e anche benefici se riconosciuti e corretti. La citazione degli Arcana Arcanorum pur indispensabile, non è tuttavia utilizzabile per il proprio ascenso, in quanto difficilmente se ne può giudicare l’autentiticità.

Forse, come ha affermato qualcuno, gli Arcana effettivi hanno attraversato l’Atlantico o sono ormai dispersi nel grande mare. Vi sono storicamente almeno cinque testi degli Arcana, di vario livello, tutti pubblicati anni fa da Riggiu, e il giudizio effettivo consisterebbe solo nella messa in pratica operativa. Ma la civiltà attuale difficilmente concede tale possibilità, mentre concede quella di travalicare pratiche rituali od anche ermetiche con puro atto mentale, sempreché il proprio ascenso individuale lo conceda. Nel testo vi è una esaustiva narrazione della parte avuta dalla Massoneria nella trasmissione degli Arcani eterni, anche se i Riti egizi sono stati storicamente più produttori di ombre che di luce. La parte più utopistica - a mio avviso – del libro consiste nell’auspicazione di una comunità iniziatica sul piano organizzativo di cui potremmo ipotizzare (vedi Guardea) la fine ingloriosa. Auspicabile è invece la trasmissione più aperta ed ampia possibile della Tradizione e della conoscenza iniziatica, con la massima trasparenza degli animatori, che si assumerebbero però un carico forse eccessivo di mole lavorativa di fronte alla massa di curiosi inevitabilmente attratta. La stessa creazione di un organismo centrale di controllo, peggiorato dalla presenza di un Gran Maestro o simili, è attualmente obsoleta ed inutile. L’attuale libertà di pensiero ed azione, favorita dalla comunicazione di massa, fa sì che nessuno più riconosca che un minimo di regole comuni, dettate per lo più dalla propria coscienza, e non da una casta sacerdotale o iniziatica che sia.

Per il resto, saranno gli dei a prevedere, guidare, premiare e castigare.

(Vittorio Vanni)

Vedi anche

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