Jean-Baptiste Willermoz

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
Jean-Baptiste Willermoz

Jean-Baptiste Willermoz (Lione, 10 luglio 1730 – Lione, 29 maggio 1824) è stato un filosofo francese.


Biografia

Willermoz è il terzo personaggio di spicco del Martinismo delle origini.

Era il più grande di 12 fratelli, uno dei quali: Pierre-Jacques Willermoz, collaborò alla stesura dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert. Visse per lo più a Lione, dove aveva un laboratorio di artigiano della seta e dell'argento in Rue des Quatre-Chapeaux.

Ebbe un ruolo importante nella Massoneria dell'epoca, nella quale fu iniziato all'età di 20 anni. A 23 anni era già Maestro Venerabile della sua loggia.[1]. Per l'innata capacità organizzativa viene chiamato alla riforma delle Logge Massoniche che conduce con costanza e fermezza, non disgiunte da grande abilità, pari a quelle impiegate, qualche anno dopo, per riordinare la dottrina segreta di Martinez.

Mistico e appassionato della natura segreta dell'iniziazione, contribuì alla creazione della Gran Loggia Regolare dei Maestri di Lione, divenendone egli stesso Gran Maestro nel 1761.

La Gran Loggia praticava i 7 Alti Gradi Massonici del tempo, ai quali ne aggiunse un'ottavo chiamato "Gran Maestro Scozzese, Cavaliere della Spada e della RosaCroce".

Nel 1763 fondò, insieme a suo fratello Pierre-Jacques, una loggia chiamata "Sovrano Capitolo dei Cavalieri dell'Aquila nera RosaCroce", orientata soprattutto verso gli studi alchemici. [1]

Nel 1767, a Versailles, Willermoz riceve direttamente da Martinez, al quale era stato presentato da Bacon of Chivalerie e dal Marchese di Lusignano, la prima iniziazione martinista nell'Ordine degli Eletti Cohens e da questo momento in poi la sua vita sarà illuminata e sorretta dalla dottrina segreta del Maestro.

Nel maggio del 1768 fu ammesso nei RosaCroce e nel 1772 venne in contatto con la Loggia di Stretta Osservanza di Strasburgo.

Dopo la morte di Martinez de Pasqually nel settembre del 1774 cominciò a scrivere insieme al suo Fratello Cohen Louis-Claude de Saint-Martin un completo compendio della dottrina degli Eletti Cohen, in forma di lezioni, chiamate le "lezioni di Lione", sulla base di quelle che erano state tenute dal 7 gennaio 1774 al 23 ottobre 1776.

Nel 1770 venne poi in contatto col Barone von Hund e con l'Ordine di Stretta Osservanza tedesco, nel quale venne iniziato nel 1773, prendendo il nome di Eques ab Eremo, Cancelliere del Capitolo di Lione.

Nel 1774 fondò la Loggia di Stretta Osservanza di Lione, La Bienfaisance, e divenne Cancelliere della sua nuova provincia, il direttorio di Auvergne. Sotto la sua direzione si tenne nel 1778 il "Convento di Gaul" a Lione, durante il quale vennero istituiti i gradi di Professo e Grande Professo e vennero costituiti i Cavalieri Beneficenti della Città Santa (CBCS)[1].

Il 1778 lo vede impegnato nella Loggia di Lione per riorganizzare gli insegnamenti di Martinez ai quali aggiunge le proprie vaste conoscenze esoteriche e scientifiche, contribuendo alla completezza degli studi tradizionali dell'Ordine e alla sua diffusione nei paesi del nord Europa in generale e in Russia in particolare, dove, ancora oggi, sono presenti molte Logge Martiniste di chiara impronta willermozista.

In una lettera scritta nel 1780 al Principe di Hesse affermava di aver ricevuto il grado di RosaCroce nell'Ordine di Martinez.[1]

Era il 1780 quando giunse in Italia al seguito di Saint-Martin per fondare le prime due logge delle quali i documenti dell'epoca danno notizia: una a Torino e una a Napoli. Tuttavia, i divieti politici ispirati dal papato faranno sì che a partire dal 1790 ogni attività Martinista venga pubblicamente sospesa limitandosi a propagarsi nella clandestinità fino alla metà del 1800.

In seguito a disaccordi con il Rito di Stretta Osservanza, Willermoz organizzò nel luglio 1782 il Convento di Wilhelmsbad, al quale parteciparono 33 delegati da tutta Europa e che vide la nascita del Rito Scozzese Rettificato. Questo Rito, attualmente diffuso in tutta Europa, si distingue dal Rito Scozzese Antico e Accettato per la chiara impronta cristiana (e per questa ragione Willermoz fu chiamato "il massone cristiano"). In questo Convento egli difese il ruolo del martinismo all'interno del Rito, venendo supportato in ciò soltanto da Joseph de Maistre che inviò il suo famoso Memorandum al Duca di Brunswick,.[1]

Molto riservato verso Cagliostro, pensò, dopo diverse conversazioni con lui, che quest'ultimo non stesse promuovendo un cristianesimo "ortodosso" ai suoi occhi. Ciò lo portò a esortare i membri dei Cavalieri Beneficienti a non dare alcun credito né a lui, né alla loggia da lui fondata nel 1785 a Parigi, la prima loggia madre del Rito Egiziano, il cui nome era "La Saggezza Trionfante".[2]

Con lo scoppio della Rivoluzione Francese Willermoz si nascose in casa del fratello Pierre-Jacques ad Ain, portando con sé tutto il suo enorme archivio massonico. [1]

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 Bayard,Jean-Pierre, Symbolisme maçonnique traditionnel, volume 2, EDIMAF, 1981, pp. 245-248, ISBN 290-3846-19-7
  2. "Willermoz parlò dei suoi colloqui con Cagliostro a Charles von Hesse (Lettere dal 6 all'8 Novembre 1784. ( "Egli vuole stabilire il Rito in Francia e la Capitale dell'Egitto a Lione. Ha messo gli occhi sulla Loggia dei Cavalieri Beneficienti di Lione"), che era conosciuto anche con un altro nome: il Duca d'Havre de Croy. 13 Dicembre 1785 (Lione, ms. 5458, Exhibit 11). Willermoz e Cagliostro ebbero quattro lunghi e seri colloqui, ciascuno dei quali non durò meno di cinque ore. L'ultima conversazione verté sulla natura di Gesù Cristo. Lui sembrava - scrive Willermoz - imbarazzato ed esitante. Finì col dire, comunque, che Gesù Cristo non è Dio ma solo il figlio di Dio, come Cagliostro stesso, un filosofo. Io gli chiesi come avrebbe spiegato tanti passaggi della Bibbia che lui stesso aveva citato in alcune occasioni; Lui rispose che quei versi erano falsi e aggiunti a posteriori al testo. Mi chiese di dirgli come la pensavo io sull'argomento. Feci la mia professione di fede. (Willermoz, letter to Charles von Hesse, 8, 9 November 1784). L'avventuriero sentiva che la partita era ormai persa. Ma era un uomo intenzionato a vincere ogni sfida, anche quando messo così evidentemente all'angolo. Gli ricordai allora di quelle imbarazzanti promesse che aveva fatto. Mi rispose che, data questa grande differenza nelle nostre credenze, era per lui impossibile fornirmi una prova dei suoi poteri. Al chè io replicai che una divergenza di opinioni non avrebbe dovuto impedirgli di mostrare i suoi poteri. Cagliostro insistette nel suo rifiuto di dimostrare di cosa era capace. Rimarcai allora che si stava rimangiando la sua parola e lui replicò che quelle promesse gli erano state estorte. Mi arrabbiai, e sostenni che Cagliostro guidava i suoi membri con falsi pretesti." (A. Joly, Un mystique lyonnais et les secrets de la franc-maçonnerie, 1730-1824, Protat Frères, 1938, pp. 209- 211)

La Dottrina

Ma come vedeva la riconciliazione questo personaggio che era nel contempo cristiano, massone e martinista? Ce lo dice A. Yoly nel suo "Un mistico lionese": "...Willermoz insegna che l'uomo fu creato a immagine e somiglianza di Dio, superiore a tutta la natura spirituale, temporale e materiale, potente in tutta l'accezione del termine, per poter essere un 'mezzo di riconciliazione per il principio del male', ma che, avendo fallito la sua missione e per la sua prevaricazione, è stato punito con la morte spirituale.

Dopo la sua caduta tuttavia non è divenuto un essere passivo e 'mostruoso' a causa dell'alleanza dello spirituale e del materiale che costituisce la sua natura degradata. Il suo crimine è la sorgente di tutti i mali che affliggono l'umanità. L'uomo non ha che uno scopo, quello di riconciliarsi. Questo scopo non è impossibile sia perché 'Adamo' ha ricevuto dei 'soccorsi potentissimi', sia perché successivamente l'opera del Cristo Divino Riparatore Universale e il suo insegnamento - il cui senso segreto è conosciuto dai soli discepoli - ci ha aperto la Via e ci promette il successo. Gli emblemi massonici si rapportano a questa mistica e debbono essere interpretati in questo senso.

Il Tempio di Salomone, secondo il piano misterioso ricevuto da David, è eseguito da Salomone con l'aiuto di Hiram e dei primi Massoni. Esso è costruito ad immagine dell'uomo e dell'universo. Studiare i simboli del Tempio è studiare l'uno e l'altro".

Risorse

  • Stuart, Trevor The Life and Work of Jean-Baptiste Willermoz, 1730-1824 Septentrione Books 2007
  • Pierre Chevallier, Histoire de la franc-maçonnerie française, 3 volumes, Fayard, 1974 ISBN 9782130589174
  • Jean-Marc Vivenza, Le Martinisme, l'enseignement secret des maîtres : Martinès de Pasqually, Louis-Claude de Saint-Martin et Jean-Baptiste Willermoz fondateur du Rite Ecossais Rectifié, Le Mercure Dauphinois, 2005. ISBN 9782913826700