Puffi

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.

A titolo di curiosità riportiamo una teoria secondo la quale i puffi – i simpatici ometti blu creati dal belga Pierre Cullifford sarebbero in realtà una metafora della massoneria. Il villaggio dei Puffi è una loggia massonica e Gargamella, il cattivo che ce l’ha con i Puffi, è un profano che non fa parte della massoneria e cerca di carpirne i segreti. I Puffi rappresenterebbero un esoterismo massonico di natura gnostica che la massoneria moderna avrebbe in gran parte smarrito. Anche i loro colori sarebbero legati alla massoneria. Il blu è il colore “pneumatico” dei figli del Dio misterioso nelle scuole gnostiche antiche. Il berretto bianco dei Puffi rappresenta la purezza cui lo gnostico aspira, ispirato nella forma al berretto frigio dei Re Magi, dei sacerdoti caldei e degli adepti dei culti mitraici.

Il Grande Puffo coi suoi 542 anni, sarebbe nato l'anno della salita al cielo (la nascita celeste) del sacerdote boemo Jan Hus (conteggio a partire dall'anno di invenzione dei Puffi), egli è “il Maestro di Loggia”, vestito – solo lui – con cappuccio e pantaloncini rossi, a richiamare il grembiule dei maestri che rimandano al fuoco dello Spirito e alla simbologia del grado massonico dell’Arco Reale, e i puffi che vogliono accedere al suo laboratorio si annunciano sempre alla sua porta bussando 3 volte.

Le case dei Puffi assomigliano a funghi, anzi a un fungo particolare, l’amanita muscaria, che può essere velenoso: ma l’iniziato massonico sa trasformare il veleno in elisir di rigenerazione che, in piccole dose è stata usata come allucinogeno lungo un arco storico che va dagli sciamani agli hippy, e che, secondo il curioso esoterista John Allegro, lo avrebbero usato anche i primi cristiani, così che molti miracoli di Gesù sarebbero in realtà esperienze allucinogene.

Se si esclude l’unica femmina, Puffetta, i Puffi sono 99, come i 33 gradi massonici moltiplicati per 3, numero che simboleggia il triangolo e la SS. Trinità. Oppure potrebbero essere le famose 99 pecorelle della celeberrima parabola. I Puffi non sarebbero uomini, ma quelli che una vasta tradizione esoterica chiama “pre-adamiti”, esseri vissuti prima di Adamo in uno “stato edenico primordiale” e ad essi non è necessario un vocabolario completo, così per i Puffi il verbo “puffare” sostituisce quasi tutti i nostri verbi.

Sono organizzati come 'operai' in ragione delle rispettive competenze, combattono la superstizione e aiutano il progresso delle scienze.

Si tratta di una vera e propria “Gran Loggia dei Puffi”, dove l’iniziazione è data per sempre. Il Puffo Selvaggio è voluto uscire dal villaggio dei Puffi (la Gran Loggia) e andare a vivere nella foresta (il mondo profano, fuori della massoneria), ma la porta per lui “rimane sempre aperta, perché egli è sempre – e sempre rimarrà – un Puffo”. (messo in sonno)

La Gran Loggia dei Puffi che pratica l’arte massonica secondo la cosmologia gnostica è insidiata da Gargamella. Questi è il profano che cerca di entrare nel villaggio dei Puffi senza mai riuscirci, perché la Gran Loggia rimane chiusa al non iniziato. Gargamella è vestito di nero, il che potrebbe evocare la magia nera, ma è più probabile che si tratti di una “toga ecclesiastica” da prete o da rabbino ortodosso anti-massonico: “Il Gargamella prete/rabbino è implacabile cacciatore della sapienza massonica, perché la sua tradizione non possiede più quella conoscenza capace di rinnovare l’uomo. Egli combatte la massoneria ma allo stesso tempo ne ha bisogno, deve carpirne i segreti da tradurre in una pastorale, per non perdere la base dei fedeli”. Ma a quale espediente ricorre Gargamella per insidiare la Gran Loggia dei Puffi? Come nel mito gnostico dalla caduta di Sofia, (pandora) egli cerca di rompere l’“androginia divina” che regna nel villaggio del Grande Puffo introducendovi l’elemento femminile (polarità lunare), Puffetta, l’unica Puffa femmina. Ma l’operazione, pur creando notevoli perturbazioni, non riesce, perché il Grande Puffo possiede un’alchimia superiore a quella di Gargamella e vigila.

I Puffi compaiono per la prima volta sul Journal de Spirou il 23 ottobre 1958, mentre due personaggi che danno il titolo a una serie precedente, Johan e Solfamì, sono alla ricerca del flauto a sei puffi, un flauto magico, che evoca immediatamente l’opera omonima di Wolfgang Amadeus Mozart, la cui relazione con la massoneria è ben nota.

Ci sono due episodi, in particolare, che potrebbero essere letti in chiave massonica. Uno in cui puffo Selvaggio impara da puffo Inventore le regole dell'architettura, per costruire un teatro e l'altro in cui puffo Minatore trova un minerale prezioso in una miniera che funzionava come una telecamera. Questo si può decodificare sia come scoperta della televisione, sia come un richiamo al VITRIOL, uno degli slogan massonici più famosi (VITRIOL= Acronimo della frase di origine alchemica: Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultam Lapidem.