Rito

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.

In quanto simbolico, il rito è per propria natura veicolo di conoscenza iniziatica e, come afferma R. Guénon, “esso costituisce l'elemento essenziale per la trasmissione dell'influenza spirituale e per il collegamento alla catena iniziatica, sicchè può dirsi che, senza i riti, non vi sia in alcun modo iniziazione.”

Sempre Guénon afferma inoltre che “il rito e il simbolo sono strettamente legati dalla loro stessa natura. Infatti ogni rito comporta necessariamente un senso simbolico in tutti i suoi elementi costitutivi e, inversamente, ogni simbolo produce (il che è proprio della sua essenziale destinazione), in colui che lo medita con le attitudini e le disposizioni richieste, effetti paragonabili a quelli dei riti propriamente detti.”

In altre parole, ogni rito finisce per essere costituito da un insieme di simboli e da un insieme di gesti, di suoni e di parole che contribuiscono a definirne la forma e la sostanza.

Ovvero, ancora citando Guénon, “i riti sono simboli messi in azione”, e quindi rito e simbolo non sono che due aspetti di una stessa realtà che lega fra loro tutti i gradi dell'Esistenza universale in modo che, per sua virtù, la condizione umana può essere messa in comunicazione con gli stati superiori dell'Essere.

I Riti hanno sempre lo scopo di mettere l'essere umano in rapporto, direttamente od indirettamente, con qualche cosa che supera la sua individualità e che appartiene ad altri stati di esistenza. Non è necessario in tutti i casi che la Comunicazione così stabilita sia cosciente per essere reale, poiché si opera abitualmente mediante certe modalità sottili dell'individuo, modalità in cui la maggioranza degli uomini è attualmente incapace di trasferire il centro della propria coscienza.

Ad ogni modo, sia l'effetto apparente o no, sia immediato o differito, il Rito porta sempre in se stesso la sua efficacia, a condizione, beninteso, che sia compiuto in conformità alle regole tradizionali che ne assicurano la validità, e al di fuori delle quali non sarebbe più che una forma vuota ed un vano simulacro. Questa Efficacia non ha niente di meraviglioso, né di magico, come talora pensano e dicono alcuni con una palese intenzione di denigrazione e di negazione, poiché risulta semplicemente dalle leggi nettamente definite secondo cui agiscono le Influenze Spirituali, leggi di cui la Tecnica Rituale non è insomma che l'applicazione e la messa in opera (N.d.T. : un po come accade nella Tecnica dell'Ipnosi Medica ove la semplice lettura del manuale da parte del Medico, ritmando e modulando opportunamente la voce, induce lo stato di coscienza particolare denominato 'stato ipnotico').

E' a questa tecnica concernente il maneggio delle influenze spirituali che si riferiscono propriamente espressioni come quelle di arte sacerdotale ed arte reale designanti le applicazioni rispettive delle iniziazioni corrispondenti; d'altra parte, si tratta qui di Scienza Sacra e Tradizionale, ma che, pur essendo sicuramente di un ordine del tutto diverso dalla scienza profana, non è perciò meno positiva, anzi lo è realmente molto di più se si prende questa parola nel suo significato vero, che invece è abusivamente svisato dagli scientisti moderni.

E' dunque un errore grave usare, come abbiamo spesso visto fare da uno scrittore massonico francese, apparentemente molto soddisfatto di questa " trovata" piuttosto disgraziata, 1'espressione di "giocare al rituale" parlando dell'adempimento dei riti iniziatici da parte di individui che ne ignorano il senso e che non cercano nemmeno di penetrarlo; una tale espressione non può convenire che nel caso di profani i quali simulassero i riti, non avendo qualità per adempierli validamente; ma, in un'organizzazione iniziatica regolare, per quanto degenerata possa essere in riguardo alla qualità dei suoi membri attuali, il rituale non è qualche cosa con cui si giochi; è e resta sempre una cosa seria e realmente efficace, seppure all'insaputa di coloro che vi partecipano.

Un altro punto di importanza capitale è il seguente: l'iniziazione, a qualsiasi grado, rappresenta per l'essere che l'ha ricevuta, un'acquisizione permanente, uno stato che, virtualmente od effettivamente, egli ha raggiunto una volta per sempre, e che ormai nulla può togliergli.

Il Legame stabilito dal carattere iniziatico non dipende affatto da contingenze quali possono essere quelle di una dimissione o di una esclusione, che sono semplicemente d'ordine amministrativo, come già detto, e non toccano che le relazioni esteriori; se nell'ordine profano tutto si riduce a queste relazioni, per cui un'associazione non può dare altro ai suoi membri, queste stesse relazioni esteriori non sono invece nell'ordine iniziatico che un mezzo del tutto accessorio e non necessario, relativamente alle realtà interiori che soltanto interessano in verità.

Per prendere, come applicazione di quanto abbiamo detto in ultimo, l'esempio più semplice , in riguardo alle organizzazioni iniziatiche, è del tutto inesatto parlare di un ex-Massone, come si fa comunemente; un Massone dimissionario od anche escluso non fa più parte di una Loggia né di una Obbedienza, ma non per tal motivo è meno Massone; lo voglia o no, nulla cambia. Prova ne sia che, se in seguito viene reintegrato non lo si inizia nuovamente, e non lo si fa ripassare per i gradi già ricevuti. Così l'espressione inglese di unattached Mason è la sola che si addica correttamente a casi simili.