Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana degli Antichi Liberi Accettati Muratori Palazzo del Sacramento - Napoli

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.




Premesse cronologiche e geografiche

Come è noto a molti il Governo fascista, con la legge sulle Associazioni segrete, mise fuori legge la Massoneria (anche se in quella legge la Massoneria non fu mai nominata) e mandò al confino il Gran Maestro del G.O.I., Avv. Domizio Torrigiani.

Il Torrigiani fu eminente figura di massone, giacchè, pur essendosi rifugiato in un primo momento in Provenza, ritornò in Italia, per far fronte alle proprie responsabilità di Capo del G.O.I., ben consapevole di quello che gli sarebbe accaduto. Morì in prigionia.

Diverso fu il comportamento e diverso è il giudizio sul Capo della Massoneria di Piazza del Gesù, Raoul Vittorio Palermi, che intrattenne con Mussolini una intensa corrispondenza dal tono servile. Egli si recò prudentemente a New York per una missione molto…..diplomatica e, in sua assenza, il Gran Maestro Aggiunto Giovanni Metelli con Suo Decreto sciolse tutte le Logge e le Camere del Rito Scozzese Antico Accettato, in obbedienza alla Legge sulle Associazioni segrete, ricostituendo poi la Massoneria come “Ordine Nazionale Italiano di Beneficenza e Cultura di San Giovanni di Scozia” e sollecitando in data 30-12-1935 udienza al Duce, per potergli presentare la prima copia dello Statuto della ricostituita Massoneria di Rito Scozzese Antico Accettato.


Negli anni 1945 e successivi, poiché molti ufficiali americani dell’esercito “liberatore” erano massoni, si vennero a realizzare condizioni ambientali e temporali favorevoli, perché la Massoneria riemergesse in Italia. Fu così che molti Sovrani Grandi Ispettori Generali risvegliatisi dal sonno, diedero vita a parecchie Obbedienze, Comunioni e Famiglie a diffusione soprattutto cittadina. Con atto per Notar Olindo De Vito di Roma, una cinquantina di Massoni ricostituirono la Massoneria Italiana di Rito Scozzese Antico ed Accettato in data 12-6-1948 con sede in Roma in Via della Mercede. Questa fu la prima, più seria aggregazione del Rito Scozzese Antico ed Accettato, per cui si può dire che agli inizi degli anni '50 si erano ricostituite su basi nazionali le due tradizionali e storiche Famiglie Massoniche, che erano nate nel 1908, all'epoca dell'uscita di Fera, il Pastore protestante e dei "ferani" dal Grande Oriente d'Italia, che fino a quel momento era stata l'unica Obbedienza Massonica in Italia. Fera ed i suoi amici si diedero un "Ordine" fondando la Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana degli Antichi Liberi Accettati Muratori - Obbedienza di Piazza del Gesù, poi rifondato nel 1948, dopo la seconda Guerra mondiale, con l'atto per Notar De Vito, di cui si è detto. Sopravvissero però, come è sempre successo nella storia della Massoneria Italiana, alcune Comunioni, a diffusione al massimo regionale, in Sicilia, in Campania, in Emilia-Romagna ed in Toscana.


Fatte queste premesse cronologiche e geografiche, si può cominciare a tracciare la storia più antica della Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana.

Storia antica e cronaca più recente

Quando questa era guidata dal Fr. Tito Ceccherini, medico-chirurgo dentista, si verificò che lo stesso, per motivi che è inutile qui approfondire, si dimise dalla carica; poco dopo, si pentì e ritirò le dimissioni, ma ciò non fu accettato da un gruppo di Fratelli Emiliani e Toscani, ai quali si era aggregato il Fr. Vincenzo Milone, avvocato napoletano.


Gli stessi elessero Gran Maestro il Fr. Giovanni Ghinazzi, bolognese, e fissarono la sede in Roma, Largo Argentina, Palazzo Vitelleschi.


Da quel momento si ebbero due “Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana”: quella di Ghinazzi e quella dei “seguaci” di Ceccherini.


Ma esse poi si differenziarono, perché la Serenissima di Ceccherini diffidò la Serenissima di Ghinazzi dall'adoperare l'aggettivo superlativo e, poiché sul piano strettamente giuridico quella di Ceccherini aveva ragione, Ghinazzi cancellò dalla intestazione dell'Obbedienza di Palazzo Vitelleschi la parola "Serenissima" e, da quel momento si ebbero, oltre al G.O.I., una Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana del Ceccherini ed un Gran Loggia d' Italia del Ghinazzi.


Come è…..,pessima tradizione della Libera Muratoria, i due dopo poco litigarono e l'Obbedienza si dissolse, perché i due litigarono anche giudiziariamente, con sequestro della Sede in Galleria Umberto I° e di tutte le suppellettili e le attrezzature del Tempio e della Casa Massonica. Ho ritenuto importante citare questo evento, perché esso dette origine alla prima pronuncia della Magistratura ordinaria sulla Massoneria, che fu definita nella sentenza del Pretore dott. Corduas, come " Associazione non riconosciuta, regolata dagli artt:32 e segg. del Codice Civile, che stabiliscono che dette Associazioni sono regolate dai patti ( Regolamenti, Costituzioni e Statuti), che gli Associati si danno. Successivamente, contattato dal Fr. Vincenzo Milone, l’avv. Tommaso Palumbo di Napoli si "risvegliò" partecipando intensamente alla vita ed all'attività della Gran Loggia d'Italia (Ghinazzi) fino ad essere insignito del 33° ed ultimo Grado nel 1973.


Naturalmente, le vicende della Serenissima (già guidata dal Ceccherini) e della Gran Loggia (guidata dal Ghinazzi fino al suo passaggio all'Oriente Eterno) si svolsero separatamente e parallelamente.


Della vita della prima, è importante ricordare un evento notevole, quando, messa in grande evidenza dalla stampa, fu annunciata la riunificazione del Grande Oriente d’Italia (Palazzo Giustiniani) con Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana di Rito Scozzese Antico ed Accettato e, quindi, la ricucitura dello "strappo" che durava dal lontano 1908 e la ricostituzione di un'unica Massoneria Italiana; ma dopo pochissimo tempo, il "matrimonio" fallì, l'accordo fu revocato ed annullato e la S.G.L.N.I. riprese la sua autonomia e la sua attività. Della attività della seconda (la Gran Loggia d'Italia di Ghinazzi), occorre ricordare due eventi: l'ammissione delle donne nell'Ordine e, in un secondo momento, l'uscita dall'Obbedienza di quasi tutte le Logge all'Oriente di Napoli, per quanto qui ci interessa.

L'entrata delle donne nell'Ordine Massonico

L'entrata delle donne nell'Ordine Massonico fu evento epocale e rivoluzionario. Come è noto, da quando i Rappresentanti delle quattro Logge di Londra, che si riunivano separatamente in quattro diverse taverne, si riunirono tutti insieme nella Taverna de “l'oca e la graticola” e costituirono la Gran Loggia Unita di Inghilterra, i Massoni inglesi si autoinvestirono del diritto di dettare leggi in materia massonica e di distribuire patenti di "regolarità" o di disconoscimento per “irregolarità”. Ricordando che in quei tempi, la donna era totalmente emarginata dalla vita sociale e doveva stare solo a casa ad allevare figli, fu sancita l'esclusione delle donne dalla Libera Muratoria. Ma nel XX secolo, si viveva tale esclusione come una insanabile ed insopportabile contraddizione: non si faceva differenza di razza, di religione, di credo politico e di censo e poi si discriminava e veniva emarginata più della metà degli abitanti della Terra con la curiosa situazione che la donna, nella vita profana, poteva fare tutto ciò che era consentito agli uomini, ma non poteva entrare con loro in un Tempio Massonico. Si giustificava ciò con la differente iniziazione (solare e lunare) o col principio secco ed umido o richiamando le Costituzioni di Anderson del 1723. Ma le considerazioni esoteriche e filosofiche non reggevano e non reggono a confronto con la realtà.


Uscita dalla Gran Loggia d'Italia di tutte le Officine dell'Oriente napoletano

I fatti, che portarono all' uscita dalla Gran Loggia d'Italia di quasi tutte le Officine dell'Oriente napoletano furono i seguenti. Nella Gran Loggia d'Italia vigeva statutariamente la norma che al compimento del 70° anno si decadeva da ogni carica. Il fratello Ghinazzi per tutti gli anni decorsi era stato Gran Maestro nell' Ordine e Sovrano Gran Commendatore nel Rito, ma ciò era possibile solo per una tacita intesa fra tutti i Maestri Venerabili; giacchè Ghinazzi, come Sovrano Gran Commendatore era ad vitam, mentre come Gran Maestro Capo dell'Ordine, veniva sistematicamente e plebiscitariamente riconfermato ogni triennio dalla Grande Assemblea riunita in Tornata Elettorale. Così, Ordine e Rito, pur essendo due Corpi rigorosamente separati, venivano guidati dalla stessa persona, evitandosi quei dannosi conflitti, non infrequenti in Massoneria, tra il Capo dell'Ordine ed il Capo del Rito (un esempio per tutti: il grave contrasto, che si verificò nel G.O.I. tra il Fr. Salvini di Firenze, Capo dell'Ordine, ed il Fr. Colao di Trieste, Capo del Rito, con scomuniche reciproche e grave offesa alla immagine della Massoneria). Quando Ghinazzi si avviava a compiere il 70° anno di età e, per Statuto, avrebbe dovuto abbandonare le cariche, detenute da tanti decenni per la benevola condiscendenza dei Maestri Venerabili che, per la verità, da un po’ di tempo cominciavano a manifestare insofferenza per quelle "finte" Grandi Assemblee dall'esito previsto e scontato, tanto che, nell'ultima Grande Assemblea che precedette l'uscita dall'Obbedienza delle Logge Napoletane, alla consueta unanimità a favore di Ghinazzi, si sostituì per la prima volta una grossa spaccatura, per cui il Fratello Ghinazzi fu rieletto, ma con un numero di voti di poco superiore a quelli, di cui fu gratificato il Fratello Vincenzo Milone di Napoli. Da ciò si arguiva che alle successive elezioni, non potendosi presentare Ghinazzi per raggiunti limiti di età, sarebbe stato eletto Gran Maestro molto probabilmente il Fr. Milone. Ma anche questa è …….pessima tradizione di alcuni Massoni: quella di non voler abbandonare mai poltrone e maglietti! Così il Fr. Ghinazzi, per non abbandonare le cariche al compimento del 70° anno e sicuro che molti Maestri Venerabili non lo avrebbero più votato, istituì delle Commissioni di Studio (C.S.O.F.) che indicassero un sistema per eleggere un unico Fratello alla duplice carica di Capo dell'Ordine e del Rito, con abolizione -ovviamente- della preclusione del limite di età. Le Commissioni partorirono un "monstrum", e cioè una specie di Grande Assemblea allargata, nella quale i Maestri Venerabili, gli Ispettori Regionali ed i Membri del Supremo Consiglio eleggevano un Fratello che, a qualunque età, diventava Capo dell'Ordine e del Rito. Era un'orribile commistione che stravolgeva ogni tradizione e annullava ogni regola, sia dell'Ordine che del Rito. Per comprendere l'enormità della soluzione indicata, sarebbe come se al Conclave, per eleggere il Papa, partecipassero Cardinali, Vescovi e Parroci! L'operazione, dallo scoperto interesse personale fu aspramente ostacolata dal Fr. Milone e da molti Fratelli Napoletani, seguiti invero da un nutrito numero di altri Fratelli di altre regioni. Ghinazzi reagì togliendo la Delega Magistrale al Fr. Milone per la Campania e la Calabria ed i Fratelli napoletani, per solidarietà fraterna con lo stesso, uscirono con lui compatti dall'Obbedienza e costituirono una Unione Massonica Libera ed Indipendente, fissando la sede che prima era stata in Via Bernini e successivamente alla Riviera di Chiaia-Palazzo Diaz- in via Andrea d'Isernia 31, (Tempio inaugurato il 15 Febbraio 1992); successivamente, nel 1995, esso fu spostato a Via Salvator Rosa 287- Palazzo del Sacramento ove è tuttora. Ma a seguito di questi eventi, si rese possibile il compimento di un singolare destino: le due " Serenissime" (Ceccherini e Ghinazzi) erano destinate a ricomporsi.

Infatti, a seguito di contatti tra il Fratello Enzo Milone ed alcuni Fratelli della Versilia, (Fr. Gastone Franzone di Viareggio, Joseph Lananes, Direttore della Tirreno Tour, con sedi in Viareggio, Forte dei Marmi, Marina di Massa e Portoferraio), si tenne, nei giorni 14 e 15 Febbraio 1987 una grossa Convention all'Hotel Versilia Holiday di Viareggio del Fr. Claudio Viti. Ciò fu dovuto al concorso dell'uscita del Fr. Enzo Milone e delle Logge napoletane dall'Obbedienza del Ghinazzi e dal loro costituirsi in Unione Libera ed indipendente e dal desiderio di molti Fratelli di essere guidati da un Massone noto e carismatico, quale era il Fratello Enzo Milone.

Alla assise di Viareggio furono gettate le basi per la fusione delle due Famiglie Massoniche, la Convention proseguì il 2 e 3 marzo 1988 al Park Hotel di Villa Campitelli di Frascati, ove la fusione fu perfezionata, con la nomina del Fr. Enzo Milone a Gran Maestro e quella del Fr. Bellantonio a Gran Maestro Aggiunto Vicario. Fu rinviata ad una successiva Grande Assemblea il completamento delle cariche e l'assetto definitivo della Obbedienza.


Essa fu indetta per il 16-4-1989 nella Casa Massonica di Napoli. Erano presenti le seguenti Logge:


Cavalieri dell'Onore d'Italia di Palermo - M.V. Costantini


Francesco De Santis di Avelllino M.V. Fotino


Raimondo de Sangro di Napoli M.V. Conti


Hiram di Napoli M.V. Ventrella


Tito Ceccherini di San Severo M.V. Sallustio


San Giovanni di Scozia di Cosenza M.V. Sprovieri


Libera Cogitatio di San Remo M.V. Boccadifuoco


Trifide di Catania M.V. Rando


Giordano Bruno di Messina M.V. Costa


E.P.Ghezzi di Messina M.V. Bisignano


Teresa Confalonieri di Napoli M.V. Romano


Giovanni Bovio di Napoli M.V. Tommaso Palumbo


Etnea di Catania M.V. Rizzo


Francesco Bellantonio di Roma M.V. Giuseppe Bellantonio


Tito Ceccherini di Roma M.V. F. Ceccherini


Giustizia e Libertà di Roma M.V. Patanè


Triangolo G. da Procida di Salerno M.V. Mattola


Triangolo Artemide di Reggio Calabria M.V. Anastasio


L'organigramma definitivo della Serenissima riunificata, che ne sortì fu il seguente:


Serenissimo Gran Maestro Fr.Vincenzo Milone di Napoli


Gran Maestro Aggiunto Vicario Fr.Giuseppe Bellantonio di Roma


Gran maestro Aggiunto Fr.Vittorio Milazzo di Catania


I° Gran Sorvegliante Sr.Teresa Leone de Magistris di Napoli


II° Gran Sorvegliante Fr.Giorgio Costantini di Palermo


Grande Oratore Fr.Tommaso Palumbo di Napoli


Aggiunto Fr.R. Ciccarelli di Catania


Gran Segretario Fr.Gianni Cenci di Napoli-


Aggiunto Fr.Sprovieri di Cosenza


Gran Tesoriere Fr.Gino Mattei di Napoli


Aggiunto Fr. F. Ceccherini di Roma


Grande Architetto Fr. Filippone


Aggiunto Fr. Rocco Nasso di Reggio Calabria


Gran Guardasigilli Fr. Kramer di Rimini


Aggiunto Fr. Patanè di Roma


Grande Esperto Fr. Romano di Napoli-


Aggiunto Fr. Donato di Messina


Grande Elemosiniere Fr. Di Vita di Palermo


Aggiunto Fr. Sallustio di Foggia


Gran Copritore Fr.Alì di Catania


Aggiunto Fr. Allori di Roma


Gran Spedaliere Fr.Franzone di Lucca


Aggiunto Fr. Loiodice di Brescia


Gran Portaspada Fr.U. Rossetti di Aquila


Aggiunto Fr. Dodde di Lecce


I° Diacono Fr. Sallustio di Foggia-


Aggiunto Fr.Francesco Fallica di Catania


Gran Portastendardo Fr.Anastasio di Reggio Calabria


Aggiunto Fr.Salvatore Fallica di Catania


II° Diacono Fr.G. Leonardi di Catania


Aggiunto Fr.G. De Maio di Udine


Archivista Revisore Fr.Ugo Ventrella di Napoli


Aggiunto Fr. F. Sessa di Napoli


TRIBUNALE:Presidente Cordia di Palermo- Componenti: Tommaso Palumbo di Napoli, U. Rossetti di Aquila, Bernardino Alimena di Cosenza, Domenico Sallustio di Foggia.


COMMISSIONE DI FINANZA:Presidente Rando di Catania- Componenti:M.Bisignano di Messina, Gino Mattei di Napoli; Addari di Roma; G. Minutoli di Roma; A Rolli di Bari; Ugo Ventrella di Napoli.


COMM. DI SOLIDARIETA':Presidente M. Cimmino di Napoli- Componenti: Kramer di Rimini; G. Di Stefano di Messina; Aldo Greci di Roma; A. Adamo di Palermo.


COMMISSIONE GEN. Presidente F. Carapelli di Palermo - Componenti: Alfredo Riva di Bologna; G. Giuffrida di Catania; Massimo Crotti di Bologna.


Degli Alti Dignitari faceva parte anche il Fr. Giuseppe Piacentini di Rimini, quale Ex Gran Maestro. Intanto, nel mese di Novembre 1988, erano stati inaugurati i Templi di Messina (Promotore il Fr. Costa) in Via Noviziato Casazza 56- Montepisello- e di Catania (Promotore il Fr. Vittorio Milazzo) in Via Carlo Alberto 34 , poi trasferito a Sant'Agata Li Battisti, Via G. Carducci 4. Era attivo il Tempio di Palermo ( promotori i FFr. Di Vita e Costantini) in Piazza Don Sturzo 14 ed uno a Reggio Calabria, in Casa del Maestro Venerabile Rocco Nasso, in Via Santa Caterina 38. Per gravi dissensi sorti tra il Gran Maestro Aggiunto Vicario Giuseppe Bellantonio ed il Serenissimo Gran Maestro Fr. Vincenzo Milone (negli Orienti siciliani e di Reggio Calabria), il primo in data 31-10-1990 si dimise da tutte le cariche e si assonnò, onde evitare un possibile processo massonico. Il Serenissimo Gran Maestro, con suoi Decreti dell'11-11-1990, nominava Gran Maestro Aggiunto , il Fr. Tommaso Palumbo, già Grande Oratore; il Fr. Giuseppe Costa, già Grande Achivista veniva nominato Grande Oratore; il Fr. Giorgio Costantino già Grande Archivista Aggiunto, veniva nominato Grande Archivista; il Fr. Vittorio Milazzo già Gran Maestro Aggiunto, diventava Vicario. Il 25-11-1990 i Fratelli siciliani si riunirono a Catania come Supremo Consiglio (?) e ne scaturisce una Tavola nella quale dichiararono unilateralmente decaduti gli accordi di Viareggio del 14-2-1987; che l'elemento femminile è contrario alle leggi massoniche decidendo quindi di costituirsi in Supremo Consiglio, eleggendo il Fr. G. Costa quale Sovrano Gran Commendatore ed il Fr. Letterio Rando quale Luogotenente. Questo comportamento fu certamente arbitrario e l'atto conclusivo, più che giuridicamente inefficace, va definito, stricto jure, inesistente. Ma quel comportamento costituì anche un chiaro atto di ribellione, che metteva quegli undici Fratelli automaticamente fuori dell'Obbedienza, per cui fu disposta la loro cancellazione dal Piè di Lista Generale. Ricostituitosi e rafforzatosi l’Ordine, ormai presente su base nazionale, con Balaustra del 9 Ottobre 1991 veniva indetta allo Zenith di Roma per il 27-10-1991 una riunione di tutti gli Elettissimi e Potentissimi Fratelli Sovrani Grandi Ispettori Generali, Membri Effettivi ed Aggiunti del Supremo Consiglio d'Italia, sotto la Presidenza del Decano dei 33, Elettissimo e Potentissimo Fr. Pasquale Petrolillo; la riunione era da considerarsi preparatoria per la ripresa dei Lavori del Rito Scozzese Antico Accettato. La riunione fu tenuta con pieno successo; fu stabilito un piano di lavoro, che fu pienamente realizzato, per cui, alla fine del 1992, si può affermare che anche il Rito era pienamente funzionante in tutte le Camere Superiori ed in tutte le sue articolazioni, sotto la guida del Sovrano Gran Commendatore, l'Elettissimo e Potentissimo Fr. Pasquale Petrolillo. Dal 1992, Ordine e Rito hanno regolarmente operato e prosperato, con la guida impareggiabile, nell'Ordine, del Fr. Vincenzo Milone e, nel Rito, del Fr. Aldo Damilano. Il 30-4-1999, nell'unanime compianto, il Fr. Vincenzo Milone passò all'Oriente Eterno. Dopo gli onori funebri, il Fr. Luciano Grauso, unitamente ai Fratelli più rappresentativi della Comunione per anzianità e per carica, chiese udienza al Fr. Tommaso Palumbo per riconoscerGli la piena legittimità di successione al Fr. Milone, essendone stato il Vicario per moltissimi anni. Il Fr. Tommaso Palumbo, dopo aver preso possesso del Gran Maglietto, senza attendere la scadenza del triennio (cadente nel dicembre del 2000), indisse fin da maggio 1999, la Grande Assemblea in Tornata Elettorale convocandola per il 4 e 5 Dicembre 1999, nella quale fu eletto Gran Maestro il Venerabilissimo e Potentissimo Fr. Luciano Grauso, che da tale data guida la Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana degli Antichi Liberi ed Accettati Muratori. AvendoGli la Grande Assemblea confermato il mandato per il secondo triennio (dic. 2002 – dic. 2005), seguendo il luminoso esempio del Fr.Tommaso Palumbo, il Gran Maestro Luciano Grauso, ha proposto alla Giunta Esecutiva di Governo, di esprimersi sulla non rieleggibilità degli Alti Diglitari (compreso il Gran Maestro) oltre il secondo mandato. Su questa proposta e sulla opportunità di apporre alcune modifiche a: Costituzione, Statuti e Rituali, la Grande Assemblea ha manifestato il Suo consenso nel corso della tornata coincidente con il solstizio dell’estate 2006.

Profilo sintetico della Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana

La Comunione è amministrata nei primi tre Gradi dal Serenissimo Gran Maestro Fr:. LUI.(gi) BAS.(tiani) fin dal dicembre 2010. Le Logge che coprono buona parte del territorio nazionale, attraverso i Maestri Veberabili che ne sono gli unici Rappresentanti, compongono la GRAN LOGGIA che, arricchita con gli Alti Digitari ed i Grandi Ufficiali, rappresenta il massimo potere esecutivo della Comunione e prende il nome di Grande Assemblea. Altre strutture amministrative sono: la Giunta esecutiva di Governo ed i Collegi nazionali, circoscrizionali e provinciali dei Maestri Venerabili. Le adunate Nazionali, si svolgono almeno due volte all'anno in coincidenza dei Solstizi, tuttavia, il Gran Maestro, può convocare altre assemblee straordinarie, secondo necessità. Come quasi tutte le Comunioni che si ispirano ai Valori della Massoneria Universale, anche la "Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana degli A:. L:. A:. M:. - Piazza del Gesù - Palazzo del Sacramento - Grande Oriente di Napoli - dopo i tre gradi della Massoneria "Azzurra", impegna i propri Fratelli nel percorso iniziatico del "RITO SCOZZESE" . Come è a molti noto, il "rito" si articola lungo ulteriori 30 gradi fino al 33° grado. E' necessario ricordare che non tutti i gradi vengono concessi attraverso rituali iniziazioni ma solo il IV, il IX, il XVIII, il XXX, il XXXI, il XXXII il XXXIII ed ultimo grado che viene conferito per cooptazione attraverso voto palese ed ad unanimità. Il Rito Scozzese, è amministrato dal Sovrano Gran Commendatore che deve essere membro attivo e quotizzante in una qualsiasi Loggia della Comunione e non può ricoprire contemporaneamente la Carica di Gran Maestro. L'attuale Sovrano è il Fr:. LUC.(iano) GRA.(uso) che attraverso i Presidenti della Camere già citate, governa la Piramide Scozzese che analogamente con quanto accade per il Gran Maestro, ad ogni triennio, allo scoccare del solstizio di inverno i due Corpi Rituali procedono indipendentemente alla cerimonia del rinnovo delle Cariche.